9) Hume. Ragione e passioni.
Il contrasto ragione-passioni e la superiorit della ragione sulle
passioni sono elementi comuni a tutta la storia della filosofia.
Ma la posizione di Hume  ben diversa: la ragione non influenza la
volont e non si contrappone alle passioni.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, Libro secondo, Parte terza,
Sezione terza (pagina 269).

Non c' nulla di pi comune in filosofia, e anche nella vita
quotidiana, che parlare del conflitto tra passione e ragione per
dare la palma alla ragione, e per affermare che gli uomini sono
virtuosi solo nella misura in cui obbediscono ai suoi comandi. Si
sostiene che ogni creatura razionale ha l'obbligo di regolare le
proprie azioni secondo i dettami della ragione, e che nel caso in
cui ci sia qualche altro motivo o principio che pretenda di
determinare la sua condotta, deve opporsi a esso finch non sia
completamente domato o almeno conciliato con quel principio
superiore. La maggior parte della filosofia morale, antica e
moderna, sembra fondarsi su questo modo di pensare; e non c'
nulla che offra maggior spazio sia alle disquisizioni metafisiche,
come alle declamazioni popolari, quanto questa presunta
superiorit della ragione sulla passione. Si sono poste nella
miglior luce l'eternit, l'invariabilit e l'origine divina della
prima; mentre si  continuamente insistito sulla cecit,
incostanza e falsit della seconda. Per dimostrare come tutta
questa filosofia sia erronea, cercher di dimostrare in primo
luogo che la ragione, da sola, non pu mai essere motivo di una
qualsiasi azione della volont; e in secondo luogo che la ragione
non pu mai contrapporsi alla passione nella guida della volont.
D. Hume, Opere, Laterza, Bari, 1971, volume primo, pagine 433-434.
